mercoledì, marzo 15, 2006

Colazione da Lapo


C'è tanta schiuma in questo grigio e freddo inizio primavera torinese che ci si potrebbe fare la barba e levare anche i peli dal naso e dalle orecchie. Invece no. Noi piemontardi nuotiamo divertiti nella fuffa, nelle bolle in bianco e nero della nebbia e ci scaldiamo al sole delle cartoline estive. Eh sì, nella girandola di voci post-olimpiche i galletti al di qua della Francia gonfiano il petto bianco e spelacchiato e sbrodolano salive di complimenti. "Milano, what? It's a village near Torino?": non c'è gianduiotto che non confessi uno scambio di battute con improbabili stranieri in assai improbabili viaggi all'estero che si concluda con le vive congratulazioni dell'interlocutore per la stupenda meravigliosa esperienza sportiva. Milano nessuno la conosce più. Secondo i nostri amici "Torino-è-tanto-bella-lo-dicono-tutti-ora-bisogna-essere-positivi" Milano è finalmente scomparsa dalle mappe geografiche. Non c'è più un cristiano al mondo che sappia dove diavolo si guadagnino da vivere i meneghini. "Maybe in Torino?". Sì sì così riferiscono. Easy Jet invece si è ricordata di Malpensa quando poche settimane fa ha soppresso il volo Torino Parigi per trasferirlo sullo scalo milanese. Piccoli imprevisti crescono. Si mormora che ora frotte di parigini si facciano paracadutare sulla Mole da bi-motori Tupolev noleggiati in Romania. Turin è oggi capitale del mondo e Milano no, tiè e giù col gesto del cornetto. Pardon, on dit croissant chez nous. Il grande duello si è finalmente risolto. A nostro favore, chiaro. I sabaudi gongolano, anche se i lombardi non sono al corrente della sfida. Non c'è nulla di più spiacevole del sorriso storto di un aristocratico decaduto, niente di più stantio e innaturale del perdente soddisfatto e medagliato. Per credere verificate in quel di Lisbona, con il loro mito del Quinto Impero, quando non hanno neppure un soldo per chiudere le favelas e costruire due strade dritte. Qui sembra di stare a Paperissima, musichette incluse. A noi non resta che prenotare rapidamente un posto nel centro di disintossicazione che il magnanimo e magnifico Lapo sta per aprire a New York.

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