domenica, novembre 13, 2005

Dalla Lapponia con Amore

dal vostro inviato a Jätkänkynttilä (circolo polare artico)

Carissimi,
ho i polpastrelli che ancora mi bruciano. Digito in fretta e furia da un minuscolo internet vodka-cafè della Lapponia finlandese in cui mi sono appena infilato. Fuori è tutto notte e gelo. Al posto delle mani mi pare di avere dei peperoni rossi di Carmagnola. A scuotermi l'intenstino però non sono le temperature siberiane, bensì il dramma di un uomo confinato ingiustamente in una riserva Sami. Qui sconta le sue pene Lapo Elkann. Il giovin rampollo esiliato dalla famiglia Agnelli nel luogo più freddo e inospitale della terra. Giovedì, dopo il successo della manifestazione "Torna a casa Lapo", il cellulare ha preso a vibrare. Prima le minacce, poi tentativi per comprare il mio silenzio-assenso. Infine una chiamata internazionale. La comunicazione è spezzata, c'è un brusio da barbecue che frigge le parole. Ma il tono è inconfondibile. E' Lapo dall'altro capo del telefono. Ringrazia di cuore. E anche se ha perso il suo leggendario smile, è cordiale e affettuoso. "Dentro Lapo, fuori Jaki", gli ripeto scemunito dall'emozione. Lui accenna una risata, ma un accento tipo sardo lo richiama scortese. Deve staccare. Mi consegna solo un'ultimo messaggio nella bottiglia, "Jätkänkynttilä", dice trafelato. Non ci penso due volte, salgo sul mia Grande Punto, e volo da lui. Il resoconto del viaggio, ve lo risparmio (ho perso anche i fari durante il tragitto), ma so di fare cosa gradita nel pubblicare brevi stralci di conversazione finnica strappati dal Lapo carcerato.

Lapo, come stai? Siamo tutti in pensiero. Pensavamo fossi in Arizona...
Ma che America. E' il solito depistaggio truffaldino del Lingotto. Mi hanno spedito quassù con un biglietto di sola andata per raffreddare i miei bollenti spiriti. Taglio la legna in una cascina di un vecchio sami. Non posso fuggire, altrimenti mi mandano davvero con Kate Moss in una clinica degli Usa.

Allora non è vero che tornerai presto in sella al Brand&Promotion Fiat?
Macché. Tutte balle. La claque Moggi, Jaki & compagnia bella mi ha fatto fuori. Se mi faccio rivedere prima del 2030 a casa, o in qualche salotto che conta, mi rifanno l'overdose.

Cosa vuoi dire? Lo scandalo è stata tutta una messa in scena?
Certo. E solo voi di Torino in mutande ve ne siete accorti. L'intervista che ho rilasciato a Max, di forti contenuti anti-trimurti juventina mi è stata fatale.

Si tratta di un episodio gravissimo. Lo dobbiamo denunciare?
No. No. Guarda, lascia perdere. E' tutto inutile. Non pensiamoci più. Anzi. Intanto che ci sei cambiati che ci prepariamo per un festino in casa Sami.

Posso tenere il reggiseno?
Basta che non lo dici a Patrizia.

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