lunedì, novembre 14, 2005

Torino snob festival


All'Horror Lingotto proprio non ci volevano stare. Il multisala Pathé era troppo plebeo, incastonato com'è in un centro commerciale di periferia, tutto musichette in do maggiore e poveracci in cerca di sconti. Il quartiere, poi, l'ex fabbricone Nizza Millefonti, demoralizzava l'arguzia dei critici cinematografici e il sesto senso estetico dei giornalai del manifesto, dell'unità e compagnia bella. Allora per il secondo anno il Torino film snob festival ritrova il suo centro gravitazionale tra via Po e le sue eleganti parallele, via San Massimo, via Baldambembo e corso Zucchero. I luoghi d'elezione della ventreesima edizione si chiamano Empire, Massimo e Greenwich Village (perchè Torino è anche po' come la Grande Mela). Il popolo cinefilo è quindi tornato in ordine sparso giù in città. Sciarpe colorate, gonne lunghe di velluto, gitane a fior di labbra, giacche casual e occhiali dalla ingombrante montatura ma senza tergi cristallo. A preparare il menù di pellicole orientali, trash d'autore americano, cinema di serie E W e Z, ci pensano ancora i due mastri cioccolatai di Torino: Giulia D'Agnolo Vallan (nella foto in alto) e Roberto Turigliatto. Entrambi gianduiotti per nascita, ma nessuno dei due per domicilio e residenza. La Giulia se la spassa a Nuova York come doppia corrispondente (visto il duetto del proletario cognome) di Ciak (eh eh rivista d'autore) e del manifesto (giornale in cerca d'autore). Turigliatto invece insegue i fotogrammi più noiosi del globo - con una spiccata preferenza per il cinema lusofono - da Roma dove condivide una cantina, in branda singola con tanta acqua e poca luce, con Enrico Ghezzi. Il rosso spelacchiato che non si capisce qualdo parla. Quest'anno il Torino snob festival presenta alcune gustose novità. La prima è che Ualter Ueltroni lancia il Roma Film Festival. Il che significa addio al primato della snobberia a Torino. Seconda chicca arriva da Oliva, non Bonito, ma Gianni l'assessore-storico alla cultura della Regione Bressa. "Troppi festival- dice lui - bisogna tagliuzzare sui fondi o incorporare le manifestazioni sotto un'unico cappello". Lo stesso copricaco proposto poco tempo fa dall'onorevole Ghiglia di Alleanza Nazionale, che pur di far fuori Cinema Gay si era inventato anche questa idea. Tant'è. Governo e opposizione, dopo la Tav, si trovano ancora una volta a braccetto. Altro che Grosse Koalition. Ma la gattamorta D'Agnolo Vallan, non ci sta. Né con Ghiglia, né con Oliva. La rassegna è mia e me la gestisco io. "Se fate l'ammucchiata, me ne vado". Ecco. Cazzuta, la Giulietta dei promessi sposi del lago di Avigliana. A noi non resta che metterci in coda per i film filippini accuratamente selezionati da Turigliatto forse per attrarre le colf qui presenti e sperare un giorno di trovare un impiego alla cassa del Torino snob festival.
Torna a casa Lapo, sistemali tutti!

3 Comments:

Anonymous Anonimo said...

spero che ne farai un blog e non un commento caro obolobonzo.
I film, almeno quelli che ho visto io, quest'anno sono belli.
Ma non scrivo per un'analisi dei film o per quelli che premierei io.
A me interessa, come spero a voi cari amici lettori di questo blog del nostro Obolobonzo, la socio/semiotica del filmfestival e dei suoi partecipanti.
Li ho visti da vicino, li ho studiati, li ho quasi sfiorati, inevitabilmente, entrando e uscendo dai cinema, frequentando i bar e i posti da festival, a volte ci siamo quasi toccati.
Non sono quello che sembrano.
Dei presenti in sala, nessuno era di Torino, molti romani, milanesi, qualche spagnolo alcuni francesi.
Sotto i loro pantaloni sdruciti non indossano church's, le loro sciarpe non sono burberry ma imitazioni. E' un dato importante per analizzare chi guarda questo snob film festival. Cioe' qualcuno senza accredito, senza pernottamento, avrebbe speso i suoi euri per venire a vedere questo festival? Credo di no.
Lo spazio incontri in via montebello e' bello, carino, elegante, ai piedi della Mole, nonche' del Museo del cinema, ma non riflette il film festival. Nell'intenzione degli autori, tra lo stand fiat e la nuova punto, poteva essere una bella cartolina, ma tra la lontana dislocazione dei cinema, la frammentarieta' dei concorsi, a chi viene in mente di andare sotto terra ,sotto la mole, quando si vede solo la punto?
nei prossimi giorni pubblichero' l'intervista ad un anonimo amico del festival e ne sentiremo delle belle.
Un film va visto non pubblicizzato.

1:49 PM  
Blogger obolobonzo said...

Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

2:03 PM  
Blogger obolobonzo said...

ribadisco. Il team di Torino in mutande è contro il cinema. Stiamo raccogliendo le firme per abolire tutti i festival sotto la Mole e mandare ai lavori forzati gli organizzatori occhialuti. Al posto delle rassegne frammentate, vogliamo un unico grande evento: Casa Lapo. Il luogo di riposo del guerriero e del vero creativo. Questo sono battaglie di

2:04 PM  

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