lunedì, aprile 03, 2006

La strizzacervelli

W la Rai. Tra lo schiocchezzaio politico imperante, ingessato peraltro dalla par condicio lex e diluito solo dalla paralisi cerebrale dei candidati premier, ieri, in prima serata su TeleKabul è spuntato un alieno che ha strapazzato la trash Tv e si è beccato il 13.10% di share. Un risultato da 3 milioni di spettatori incollati davanti al tubo catodico. L'extraterreste si chiama "w la ricerca", il ciclo di documentari a firma di Riccardo Iacona, un segugio della smembrata banda Santoro, che prova a tastare il polso dei laboratori italiani e dei centri di eccellenza dove si costruisce un futuro alternativo per un Paese ormai ridotto a produrre - con enormi difficoltà - scarpe, mobili e maglioni. Il servizio clou accende i fari su Torino la Bella Addormentata e sulle ragnatele del Politecnico. Un brillante giovane ricercatore torinese, Daniele Farina, una ventina di pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali alle spalle, si vede strappare un progetto da un illustre sconosciuto collega che ha il solo merito di essere il cocco e l'allievo di un barbuto prof che presiede la commissione di valutazione. Stanco, depresso e con l'acqua che gli esce dalle orecchie, il Farina, fa armi e bagagli, prende i suoi brevetti e se ne va in Danimarca dove un centro di ricerca in biomedicina lo accoglie a braccia aperte e lo strapaga di onori, denari e biondone da urlo. Appena sbarcato nel dolce nord il Farina porta subito quattrini. Perché le sue scoperte, brevettate in Italia, sono davvero innovative. Grazie a un microchip di sua invenzione si arriva a trasmettere gli impulsi dal cervello a muscoli intorpiditi da semiparalisi ridonando il movimento. Un toccasana per Prodi e Berlusconi, come per la Mole in cerca di rilancio. Ennesimo caso di cervello in fuga. Di un cristiano che si è fatto le ossa nelle polverose aule italiche, a spese nostre e con il suo sudore, ma che poi schizza via dopo l'ultimo capitolo delle prese in giro. Ora Farina vive a due passi dalla Sirenetta, in un bel campus soleggiato (sì il sole non c'è solo a Napoli), frequentato da scienziati di tutto il mondo. Prima stava in un buio sgabuzzino del Politecnico a mangiarsi il fegato e a leggere sulle sbrodolate cronache cittadine come il volano olimpico farà decollare Torino, l'Italia. Sì, il mondo ci guarda. E ci copia.

2 Comments:

Anonymous castoro said...

obolo, l'aspirina non la si prende per via nasale. 'pito?

11:23 PM  
Anonymous Anonimo said...

www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org

7:43 PM  

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