sabato, dicembre 30, 2006

Nani e moretti



E vissero in pelliccia felici e contenti. Panoramica americana su Giulietta D'Agnolo Vallan, Pino "Ghezzi" Turigliatto, Gianni Rondolino, Sergio Chiamparino e su tutti i trottolini amorosi che di cognome fan rima con Torino. Zoommata sulla bocca spalancata piena di neve di Evelina Christellin. Musica strappamutande e titoli di coda. Finisce così, con una bella ammucchiata al veleno, il Torino Film Festival, la punta di diamante del rilancio culturale e d'immagine della Mole. Uno sputo di qua, una sberla di là. Tutti occupati, lingua di fuori e occhi fuori dalle orbite, a dare del provinciale all'altro e garantirsi l'ultima sonora pernacchia. Il giandujotto è servito, Monzù Moretti: in piena crisi creativa, almeno lui, potrà guadagnarci qualcosa (a proposito quanto sarebbe costata la sua direzione del Tff?) e pescare a piene mani da questa vicenda. E magari firmare in futuro una pellicola meno scontata del solito. Torino Film Festival è morto. Ma la torinesità sta benissimo. E c'è da rallegrarsi. Non fosse per le pessime comparse e gli squallidi protagonisti, il buongiorno/addio di Nanni al Tff sarebbe da esporre in bacheca delle meraviglie di Torino capitale delle galassie unite. Dagli avvisi di garanzia a Romiti alla Juve in B e all'Expo 2015 rotolata a Milano. Gramellini scrive (già, pare che riceva addirittura uno stipendio) sulla Stampa: "E facciamoci del male", facendo eco ai tormentati tormentoni di Nanni. E dimostra di non capire un accento del posto in cui vive e tantomeno dello scintillante sordido rancore che ci anima. Tafazzi post-poderni, i torinesi si fanno esplodere alla Pietro Micca pur di non uscire dalle grotte e dai cunicoli del vittimismo. Probabilmenti i vari D'Agnolo Vallan e cugini si sono bruciati per sempre. Ma forse no. E poi non è così importante. Il valore della secessione annunciata del "rovina-feste" Rondolino è la filosofia radicale del dispetto, il culto dell'unghia incarnita, delle ferite della varicella, di una gamba ingessata ad agosto, della techno a prima colazione. Roba d'autore, roba da grande schermo. Il palcoscenico finalmente è nostro, le prime pagine dei giornali pure. Altro che Olimpiadi.

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