venerdì, aprile 28, 2006

Un amaro, per favore


Ghirlande e dehors, amache in piazza grande, il ghiaccio affonda nel cassis e la radio canta un hit dei Bubbonica. Sotto i luccicanti gazebo della Torino da bere, la chiacchera primaverile è servita. "La città è bellissima, ma la gente è ancora tanto chiusa". Già. "Entrare nel giro di una compagnia è una mission impossible". In effetti. "Conta più il pedigree che il carattere. Le combricole giuste si sono formate durante le scuole medie. Saldate al liceo e giurate eterna fedeltà all'Università". Sì. "Così anche il lavoro. Se non conosci qualcuno non vai da nessuna parte". Vero. "E poi sono sempre i soliti quattro a comandare". Beh, così è. Vecchi adagi che saltellano tra i tavolini modaioli parcheggiati in mezzo alle strade. Le festa giù in città è cominiciata. Grilli e cicale ridacchiano. Il dibattito è aperto. E io mi barrico in casa.

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