mercoledì, aprile 12, 2006

Avanti Silvio!


Ciao Ciao Savoia, addio Bresso. Sui vecchi monarchi il Piemonte ci ha messo una croce sopra. Una bella X in caratteri cubitali ora incisa sulla fronte dell'unto dal Signore, il Cavaliere Silvio Berlusconi che ha fatto man bassa di preferenze alle ultime tormentate elezionali legislative. A meno di un anno dalla vittoria risicata di Lady Mercedes su Sir Ghigo, la regione più pallida del creato svolta a destra puntando le antenne su Arcore. Niente di nuovo sotto il cielo, affermano compunti gli espertoni. Le mura di Torino rimangono rosse, ma nelle campagne l'amore è colorato d'azzurro. Il boomerang olimpico si è schiantato sui denti gialli di Chiampaghigo e dei cugini di Palazzo Lascaris. Succede. Capita anche ai migliori. Ma forse gonfiare il petto prima di vedere capitolato e in ginocchio l'avversario non è stata una mossa azzeccata. Il 7 aprile in 30 locali torinesi si pasteggiava sotto le note di Bye Bye Berlusconi, il party cittadino dei miglioristi di sinistra. Il festino a luci rosse dei figli di papà politically correct, che sfoggiano dimore impeccabili in centro città, mestieri chic ereditati da generazioni influenti e che guardano storto il bieco sistema produttivo, padroncini avidi che non vogliono pagare le tasse e inquinano con i Suz anzichè inforcare biciclette anni '50. Peccato però non aver fatto i conti con con questi altri due milioni di abitanti del Piemonte 2. Cittadini di serie B, i cui problemi, pensieri e aspettative non compaiono mai nelle cronache dei giornali. Quel piccolo mondo antico che si tappa in casa e chiude le persiana durante le Notti Bianche, che preferisce i Vanzina e le sagre del peperone ai trompes l'oeil di Moretti e il sabato affolla agghindata di bigiotteria il teatro sboccato di Molina.
Torinocentrismo è la malattia che ha causato la debacle. Le teste pensanti fabbricate e omologate dalle Università della capitale piemontarde contro il pragmatismo spiccio delle borgate del Regno. La Bresso mette le mani avanti: "Non è colpa mia". No, certo, la responsabilità è di Gianburrasca che si è candidata - perdendo - nelle liste degli italici nel mondo. Sotto la Mole la sindrome da sbrodolamento si è sostituita alla cara vecchia autocritica. "La Tav è un'opera irrinunciabile, senza se e senza ma". Al posto di Bruno Manghi, il sociologo ex Cisl e teorico del "se tav", la dirigenza diessina ha preferito mettere in lizza Sircana, il portavoce a due ruote di Prodi. E la Valle di Susa ti castiga. Silvio mette il naso alla cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici 2006, e giù una salva di fischi maleducati. Sullo sfondo i vignaioli, i "panettieri-imprenditori", i cioccolatieri del cuneese e dell'astigiano. Cuntadini a bordo di Bmw che non vogliono pagare le tasse, ma che te la fanno pagare salata alle urne. Gli alfieri di Torino capitale del mondo, invitano a guardare oltre le Alpi e ad internazionalizzare sui binari dell'alta velocità. Bene, ma forse scambiare due chiacchiere con il Piemonte profondo non farebbe male. Silvio il magnifico e il suo manipolo di ambigui fedeli l'hanno fatto. Promesse di prebende, ma non solo. Il presidio del territorio è tutto della felice combricola che per 5 anni ha governato l'Italia. Una cattiva amministrazione che però fa meno paura dell'armata brancaleone snob dei radical choc della corte di Cavour.

2 Comments:

Anonymous Anonimo said...

chapeaux...!

carlos I

9:03 PM  
Anonymous Anonimo said...

Grande... Tanto lo sappiamo che il Berluska piace anche a te, anche se vuoi fare l'intellettuale...

Ciao!

12:43 PM  

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